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Corte d’ appello USA: “Appropriarsi di software non è rubare”

Finalmente una buona notizia.
Dopo un anno di carcere la Corte d’ appello statunitense ha deciso di liberare Sergey Aleynikov, l’ uomo condannato a scontare 8 anni per il “furto di codice” di software finanziari appartenenti alla nientedimenoche Goldman Sachs.
Nel 2009 Aleynikov avrebbe copiato e rinominato codici sorgenti di file impiegati nel sistema informatico della banca, ma l’ accusa è ora caduta in quanto non è possibile classificare l’ appropriazione di software come un “furto” vero e proprio dato che questo non comporta la privazione dell’ oggetto al proprietario, bensì può avvenire tranquillamente con una duplicazione.

Anche un organo giurisdizionale ha dunque approvato la teoria che esposi in questo blog proprio pochi mesi fa trattando il tema della pirateria, osservando i complessi mutamenti che i beni digitali hanno portato nel mondo giuridico: non solo il furto, ma anche lo stesso concetto di “proprietà” deve essere rimesso in discussione quando si prova ad estenderlo ad oggetti immateriali e intangibili quali un software o un idea. Abituati all’ accaparramento sfrenato, non ci accorgiamo talvolta di mettere le mani laddove non è possibile, perchè ritenersi proprietari indiscussi di un sapere non solo è ridicolo, ma anche dannoso per lo sviluppo culturale dell’ intera collettività.
Generalizzando il caso in questione, se ogni appropriazione che avviene tramite una duplicazione non è da considerarsi furto, allora questo significa consentire il file sharing, la condivisione di file multimediali quali libri in pdf a scopo di consultazione e non economico!
A tutti pare ormai chiaro che i regolamenti globali devono trovare il modo di adattarsi alle nuove forme di produzione e distribuzione, rivalutando complessivamente le norme in materia di copyright e proprietà intelettuale, rinunciando ad inconsistenti tentantivi di lucro e rassegnandosi una volta per tutte al fatto che ogni innovazione tecnologica è necessariamente portatrice di innovazione sociale.

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4 Responses to Corte d’ appello USA: “Appropriarsi di software non è rubare”

  1. Melo Rossi says:

    I saperi sono d tutti e sono liberi Controinformiamo diffondiamo i Saperi Cultura viva Altrakultura

  2. Andrej Adramelek says:

    Già nella senetnza anticopyright del 15 febbraio 2001 (G. Francione- Trib. Penale di Roma) si affermava: “Nell’età dell’accesso si passa da relazioni di proprietà a relazioni di accesso. Quello di proprietà privata è un concetto troppo ingombrante per questa nuova fase storica dominata dall’ipercapitalismo e dal commercio elettronico, nella quale le attività economiche sono talmente rapide che il possesso diventa una realtà ormai superata”

  3. ds says:

    Ciao,

    questo è molto importante, dovresti mettere un link alla fonte della notizia, in modo che i tuoi lettori possano andare ad approfondire, idelamente leggere la sentenza.

    • Daniele Florian says:

      Ciao, hai ragione, la fonte mia è un articolo di Punto Informatico, che non aggiunge davvero niente di informazioni.

      Per una maggiore documentazione ora cerco qualche documento in inglese.

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