L’ Uomo, la Rete e la minaccia cyber-utopista
Questa è una mia riflessione uscita in due parti sul blog Il Lavoro Culturale, portale di informazione e cultura organizzato e gestito da studenti, dottorandi e precari della ricerca, che hanno deciso di pubblicare il mio articolo sul loro spazio e con i quali spero di continuare a collaborare.
L’ articolo è stato poi ripubblicato su info404, Sinistra In Rete, Comune Info, Contropiano, Senza Soste, DinamoPress e Global Project.

Il telegrafo lega con un filo vitale tutti i paesi del Mondo. […] è impossibile che i vecchi pregiudizi e le ostilità esistano ancora, quando uno strumento simile è stato creato per lo scambio di idee fra tutti i paesi della Terra.
New Englander, 1858
“Vi basta un click! Dai un click e metteremo gente che ha la fedina penale pulita, gente che ha voglia di fare […] è una cosa fatta bene, è gente vera! è il popolo che deve andare a Montecitorio!”
Beppe Grillo su contattonews, 2012 (continua…)
Copyright: “diritto d’ editore”, diritto di censura
Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: “La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta.” – De Civitate Dei, Agostino d’ Ippona
Per meglio comprendere i rapporti di potere racchiusi nella grande “C” cerchiata che compare sulla maggior parte dei prodotti dell’ intelletto, conviene partire da dove è più consono farlo, dalla Storia.
Mentre nell’ antichità, anche a causa di una diffusa analfabetizzazione, raramente si è sentita la necessità di tutelare legalmente l’ autore di un opera, è in tempi abbastanza recenti e solo con l’ avvento della stampa che si inizia a parlare di “diritti di copia” (copyrights).
Nell’ Inghilterra del XVI secolo, a seguito dei nuovi mezzi di stampa “di massa” iniziarono a circolare documenti di ogni sorta in grandi quantità, talvolta riportando contenuti non graditi al monarchia dell’ epoca. Costoro ebbero quindi la bella idea di fondare una corporazione privata – la London Company of Stationer – il cui compito era controllare i testi in circolazione per approvare soltato quelli autorizzati dal governo.
Per rendere tutto perfettamente legale furono ideati, appunto, i cosiddetti copyrights, diritti di copia concessi agli editori autorizzati che diventarono così unici detentori delle nuove opere, ottenendo l’ esclusiva della stampa di queste, garantendosi il monopolio editoriale e svolgendo un ruolo inquisitorio nei confronti della libera circolazione di idee.
Il copyright, insomma, fu concepito dai governi al semplice scopo di privilegiare le case editrici ed attuare una dura censura. (continua…)
Scrittura collettiva nell’ editoria hacker: tre recenti pubblicazioni

Assente sugli scaffali delle librerie, lontana dai riflettori, allergica a qualsivoglia Premio Strega o simili, c’ è un editoria innovativa, sperimentale, che grazie alle tecnologie, Web in primis, ha saputo dare vita a nuove forme della produzione cognitiva riconcependone tutte le fasi, dalla scrittura alla pubblicazione, consentendo l’ espressione di una diversa cultura del sapere non solo nelle parole ma anche nei fatti.
Inizialmente nato come fenomeno di nicchia, il fenomeno della scrittura collaborativa si è reso noto al grande pubblico grazie a collettivi come Kai Zen o Wu Ming, che ispirandosi alla teoria informatica dell’ “open source” hanno esportato nel mondo dell’ editoria quel concetto di cultura come patrimonio comune, smontando l’ idea del “genio individuale” e consentendo talvolta la partecipazione dei lettori nella stesura o nell’ ampliamento di un testo, talvolta permettendone la rielaborazione sottoforma di opere artistiche o teatrali.
Anch’ esse nate nel mondo del software e poi esportate in altri campi, le licenze Copyleft sono caratteristiche necessarie in questo tipo di produzione letteraria, le cui opere sono gratuitamente scaricabili dai siti degli autori e condivisibili interamente seppur non a scopi di lucro, affinchè come nella migliore filosofia ciò che è stato prodotto da tutti resti proprietà di tutti.
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Cyber Rights Day #2 – Hacktivismo e alternative della Rete – 11 Maggio, Pisa

Chi governa il Web? Quali sono le forze politiche in gioco nel controllo del più grande mezzo di informazione attuale? E come possono i movimenti di oggi utilizzare al meglio le potenzialità della tecnologia non solo per difendere i diritti digitali ma anche come strumento nelle lotte reali e quotidiane? (continua…)
Cyber Rights Day #1 – Copyright e pirateria informatica – 4 Maggio, Pisa

Con l’ intenzione di essere il primo di una stimolante serie di incontri, si terrà a Pisa il Cyber Rights Day #1, pomeriggio di dibattiti sulle tematiche della proprietà intellettuale e su come la produzione cognitiva stia trovando oggi sviluppi grazie ai novi mezzi di informazione quali internet.
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Ecco, lo vedi quello nella foto? Lui è Voltaire, il famoso elettricista.
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Anche perchè, come disse il grande intellettuale "disapprovo ciò che dici, ma sti cazzi."


